martedì 30 agosto 2016

RICORDO DI RICCARDO PANZARASA, GRANDE AMICO E BENEFATTORE DELLA CLINICA BOR

E' mancato  Riccardo Panzarasa  fondatore e animatore della Agenzia Vigevano Prabis. Una associazione  voluta da Riccardo per aiutare la popolazione della Guinea Bissau in particolare per sostenere la Clinica Bor,  il lebbrosario di Comura e il villaggio di Prabis. Progetto Anna lavora con l'associazione di Vigevano,  la Poliambulanza di Brescia e il PIME da parecchi anni. Molti soci di Progetto Anna hanno conosciuto Riccardo e apprezzato e ammirato la sua coerenza e passione nel portare avanti la missione che si era proposto: condividere la propria vita con chi è più sfortunato di noi.


Il dr Valentino Prandini ha scritto, a nome delle Onlus lombarde che sostengono la Clinica Bor, un bellissimo ricordo di Riccardo Panzarasa. Desidero condividerlo con tutti gli amici della Clinica di Bor e della Guinea Bissau. 
Grazie! 

Vigevano 27 agosto 2016
Re Riccardo al timone della corazzata di Bor

C’era una volta un grande cielo SCURO con miliardi di piccole stelle luccicanti che si specchiavano nell’oceano sottostante. In lontananza si scorgeva un elegante veliero, un tre alberi stupendo, che si avvicinava veloce alla costa, spiegando al vento le sue meravigliose Vele. Quando fu più vicino ci accorgemmo che non vi era equipaggio, o così almeno PAREVA, ma il timone era ben saldo e qualcuno lo manovrava con sapienza. Guardammo meglio, non era un uomo, sembrava un enorme leone con una criniera folta  e luminosa; la notte era illuminata da una luna strana ed il veliero giunse silenzioso in porto, RE RICCARDO ,ERA IL SUO NOME.


Noi Riccardo lo vogliamo ricordare così, anzi lo ricorderemo per sempre cosi; peccato che io  non sappia dipingere, perché il pennello danzerebbe sulla tela, e racconterebbe storie eroiche. Ecco gli ingredienti: una grande luce, un grande mare, una grande forza, un grande cielo, un grande Dio ed un grande cuore; venite avanti amici e conoscenti, venite avanti, c’è posto, vi presento re Riccardo… ma non so dipingere ed allora caro amico mio ti scrivo a nome dei Presidenti delle onlus che ben conosci e dei tanti amici, di ogni colore e di ogni fede, che tu hai frequentato. Riccardo hai illuminato le tenebre della notte con il tuo entusiasmo contagioso; il tuo furore, la tua generosità e la tua determinazione ci hanno guidato a lungo e la grande fede in Dio ha fatto il resto. Hai  condotto il tuo vascello contro i flutti della vita, verso traguardi ambiziosi e veri, hai amato con passione i deboli, i malati, i poveri. Hai toccato con mano i solchi sanguinanti dell’animo umano, il dolore delle tue stigmate, hai sofferto e gioito. Hai dato con gratuità una parte di quel molto che avevi ricevuto, la tua mission, la tua riconoscenza cosmica. Questi dieci anni di incontri, confronti e talvolta scontri, hanno rafforzato la nostra amicizia, senza mai cadere nel consueto, nello scontato, nel banale; tu ci indicavi la strada e tutti noi ci sforzavamo di seguirla, pronti a chiederti consiglio ad ogni bivio. Quanti progetti, quanti successi e quante piccole inattese delusioni, raramente anche sconfitte vere e proprie; abbiamo pianto di gioia e di rabbia, e poi sempre ci siamo abbracciati ed abbiamo saputo perdonare. Ci sono starti uomini che ti hanno deluso, uomini che ti hanno usato e forse uomini che ti hanno tradito, ma il tuo cuore non ha mai smesso di battere, ferito, incazzato, deluso, ma sempre innamorato dell’uomo, consapevole delle insidie della vita. La serenità con la quale hai condiviso i tuoi ultimi attimi con Elena, con le tue figlie, con i tuoi cari, con amici e collaboratori e con tutti noi è stata commuovente, una freccia scagliata con determinazione nel centro dei nostri cuori, dei cuori di chi ha imparato a volerti bene. E’ questa freccia che porteremo sempre con noi, la stella che ci guiderà nel nostro agire quotidiano. E’ facile in queste ore di commozione gridare che non ti scorderemo mai; il vento ha raccolto le nostre lacrime, il tuo ricordo ha scolpito la nostra anima. Forse col tempo si affievolirà il ricordo, i tuoi aneddoti si faranno più rari, ma l’esempio di un grande uomo rimarrà per sempre in noi, nei nostri consigli, nelle nostre menti, nei nostri progetti. Riccardo, oggi abbiamo seminato il tuo corpo, ma la tua anima perfonde l’aria che respiriamo e la renderà più leggera. Corri da Quintino, che tanto hai amato, corri dai tanti amici che ti hanno preceduto e illumina con la tua luce le nostre notti, che a volte come ben sai, sono tanto, tanto buie. Grazie Riccardo, e grazie Elena, insieme, uniti fino all’ultimo ci avete commosso e confortato. Vi vogliamo bene.

Gabriella, Giovanni, Deanna, Augusto, Alexandre, Valentino